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OUMOU SANGARE - AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA (11-09-2009)
Quando la musica è strumento di educazione alla Pace e di fattiva solidarietà di Ivana Dama per Ethnic Magazine

Con il loro concerto di ieri sera all’Auditorium della musica, Oumou Sangaré e la sua Band hanno portato davvero un po’ d’Africa a Roma. La gioia ma anche la sofferenza di quel paese africano narrate in un coro unico di voci e suoni, denuncia scrupolosa capace di accendere i riflettori sulla loro terra, il Mali, ennesimo paese dimenticato dell’Africa Sub Sahariana eppure ricchissimo di suggestioni ancora sconosciute. La forza delle donne africane, troppo spesso ignorata dai più, il lite - motiv dei testi scelti per la loro tappa romana. Insieme al talento ed alla grinta che spesso caratterizza gli interpreti africani durante le esibizioni in giro per il mondo, ciò che ha davvero fatto la differenza contribuendo- a nostro avviso- alla riuscita del concerto, sono state le parole cariche di significato in difesa della lotta in favore dei diritti delle donne africane, motore sempre e comunque delle piccole e grandi rivoluzioni per la pace tra i popoli.
La meravigliosa, sempre spontanea Oumou Sangaré ci ha ricordato tanto l’indimenticabile Miriam Makeba scomparsa nemmeno un anno fa a Castel Volturno, in Campania; come Mama Africa, anche lei è molto più di una cantante, da molti anni impegnata nella lotta dei diritti umani, particolarmente attenta e in prima linea, nella causa delle donne, una leader indiscussa nell’azione di denuncia dell’ancora troppo praticato mal costume dei matrimoni forzati nel proprio paese.
”Il matrimonio, l’amore, sono la vita delle donne in Africa” ha detto Madame Oumou tra un morceau e l’altro introducendo con cura ogni suo testo prima di dare l’avvio alla musica con le sue mani grandi…. : “ovunque nel mondo non si può obbligare nessuna donna ad una condanna a vita”….”Le donne sono il motore per la pace, attrici silenziose nella battaglia contro le disuguaglianze socio-economiche”.
I ritmi incalzanti della band sul palco all’Auditorium della musica durante questa sera di fine estate
hanno cosi lasciato spazio alla riflessione di chi, come questi artisti del Mali, non dimentica mai di denunciare la realtà della terra madre,culla della civiltà ma anche terra di enormi e continui paradossi in un mondo che continua a violare le basilari regole di civiltà.
La serata si è conclusa con una danza collettiva; l’intera platea venuta a vedere il concerto, in pochi secondi, abbandonando il proprio posto a sedere, si è ritrovata in cerchio, unita, sotto il palco desiderosa di godere degli ultimi istanti dello show.
Prima di ripartire, un invito importante da parte della Band maliana, quasi a voler suggellare l’incontro: non dimenticare mai quanto ancora c’è da fare per cambiare questo mondo che cosi non va….
La musica allora, come valido strumento per l’azione di pace resta quindi l’arma vincente, l’unica da dover imbracciare ogni volta che ve ne sia l’occasione.
Buon viaggio!
Autore: Ivana Dama
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